Parità per i Vigili Del Fuoco – Cgil vvf

Tempo di Lettura: 5 minuti

I pompieri chiedono parità con gli altri corpi di polizia.

Analizziamo quali sono le problematiche del corpo dei Vigili Del Fuoco:

Retribuzione

Quanto guadagnano i pompieri italiani?

Lo stipendio medio dei vigili del fuoco si aggira attorno ai 1.300 euro al mese, riportano i sindacati, arrivando a 1.500-1.700 euro a fine carriera. “Siamo retribuiti molto meno dei colleghi di altri corpi” – spiega Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo – “Un divario che va dai 300 euro mensili, nelle qualifiche più basse, sino a circa 1000 euro di differenza nei gradi più elevati. Il personale vive questa cosa come un’ingiustizia delle istituzioni, visto che il ministero dell’ Interno continua a trattare diversamente i suoi due corpi preposti alla sicurezza dei cittadini, la polizia e i vigili del fuoco”.

Insomma, i pompieri soffrono una disparità di trattamento rispetto alle altre forze dell’ordine, anche a parità di ministero. A tutto ciò si aggiunge anche una differenza a livello pensionistico. “Ogni cinque anni di servizio operativo, aggiunge Riccardo Boriassi, componente della segreteria generale del Conapo, ai dipendenti degli altri corpi ne sono conteggiati sei ai fini pensionistici. A noi invece non è riservato questo trattamento”.

Va poi ricordato che anche i vigili del fuoco, in quanto dipendenti pubblici, hanno il contratto fermo dal 2009. L’ ultima legge di Stabilità ha previsto uno stanziamento di 300 milioni di euro, che i sindacati ritengono insufficiente, in quanto pari a un aumento di circa 5 euro al mese per lavoratore. Li chiamiamo eroi, giustamente, ma hanno stipendi da fame, questa è la realtà.

Organico

Sarebbero d’ obbligo anche ulteriori assunzioni per coprire la grave carenza di organico di 3 mila pompieri che mancano dai 32 mila previsti a livello nazionale e quelli in servizio hanno un età media troppo elevata di 48 anni causata dai tagli alle assunzioni.

Poche settimane fa, c’è stato un incendio in una palazzina di tre piani a Padova. Non c’erano abbastanza uomini in servizio e sono dovuti arrivare i rinforzi da Milano”. Circa 250 chilometri di distanza. A parlare è Antonio Jiritano, responsabile vigili del fuoco per il sindacato Usb. “Non c’è da stupirsi. In Italia abbiamo in media un pompiere in servizio ogni 15 mila abitanti, ben al di sotto degli standard europei”. Personale insufficiente dunque. 

Ad aggravare la situazione ci ha pensato il turn over limitato, che fino al 2015 si è fermato al 55%. In poche parole, per ogni 100 vigili del fuoco che sono andati in pensione se ne potevano assumere solo 55. E oltre a contenere la disponibilità di uomini, questo limite ha fermato anche il ricambio generazionale. L’età media di un vigile del fuoco italiano, spiegano i sindacati, supera ormai i 50 anni.

Mezzi ed Attrezzature

Pochi soldi, pochi uomini. E anche pochi mezzi. L’esempio più lampante è quello della capitale. “Per il Giubileo, ci avevano assegnato sei autopompe nuove – spiega uno dei coordinatori di Fp Cgil RomaIl problema era che già prima eravamo in carenza di mezzi. Ora, questa aggiunta ci ha permesso di raggiungere solo il minimo indispensabile per operare in una situazione normale. E i mezzi da soli non bastano, serve l’equipaggiamento adeguato. “Le nuove autopompe sono state consegnate senza allestimento – prosegue il sindacalista – mancano cesoie, fiamme ossidriche, manichette, tubi, lance. Ogni volta dobbiamo recuperarle da altri mezzi”.

Ma se per le autopompe la situazione sembra migliorata, il problema grosso rimane sugli altri mezzi. “A Roma la situazione delle autoscale è gravissima – incalza il vigile del fuoco – Hanno tutte più di dieci anni di anzianità, con picchi di 32 anni, non sono più idonee a garantire il soccorso. E sono poche: nel territorio del comando di Roma, ce ne sono solo cinque rispetto alle otto previste. Ci hanno promesso l’acquisto di nuovi mezzi, ma non abbiamo certezze sulle tempistiche”.

Le conseguenze pratiche si fanno sentire. “Di recente, abbiamo registrato un infortunio legato a questo problema – conclude il sindacalista – Siamo intervenuti per salvare una persona che minacciava di buttarsi nel vuoto, che poi è stata presa al volo da un collega. Ma l’autoscala era priva del cestello di sicurezza. Così, lui si è aggrappato con una mano solo ai gradini, si è rotto una costola e ha riportato uno strappo muscolare”.

Insomma servitori dello Stato veramente privi di attenzione se pensiamo anche che durante le drammatiche operazioni di soccorso in centro Italia hanno dovuto persino acquistarsi di tasca propria le calzamaglie termiche per difendersi dal gelo e dalla neve in quanto il ministero dell’interno prevede quel tipo di interventi ma non prevede la fornitura di vestiario adatto. Credo sia doveroso dare la meritata valorizzazione a questi uomini che sono il vero patrimonio del Corpo nazionale e che grazie solo alla passione e al sacrificio individuale rappresentano una eccellenza del Paese invidiata in tutto il mondo.

Precariato

E anche tra i protetti di Santa Barbara non poteva mancare la piaga del precariato. In particolare, si tratta dei cosiddetti vigili del fuoco discontinui. Non ci sono cifre ufficiali, ma si parla di un esercito di 40-60 mila persone. Più qualificati dei volontari, ma senza le garanzie dei colleghi permanenti. In una parola, appunto, precari. Fino all’ anno scorso avevano contratti della durata massima di 20 giorni, dal 2015 accorciata a soli 14 giorni. Tra un richiamo e l’altro, vivono con il sussidio di disoccupazione.

Per questa categoria è in arrivo una nuova stangata. A dare l’allarme è stato il deputato Pippo Civati, in un’interrogazione parlamentare: “Il governo sembra manifestare la volontà di superare la figura del vigile discontinuo, fatto che desta preoccupazione sul futuro in migliaia di volontari che hanno acquisito professionalità e competenze e hanno servito con abnegazione”. A spiegare meglio cosa sta accadendo ci pensa Antonio Jiritano: “Con i decreti attuativi della riforma Madia, il governo si appresta a eliminare la figura del vigile del fuoco discontinuo. Semplicemente, non potranno più essere richiamati al lavoro”.

Vigili Del Fuoco

Insomma mancano i soldi. Mancano gli uomini. Mancano i mezzi. Ma come è mai possibile tutto ciò? Evidentemente lo stato e quindi chi ci governa non lo stà facendo nella maniera corretta. Sopratutto con coloro che tutti i giorni cercano di svolgere un servizio per tutti noi. Condividi quest’ articolo il più possibile cosicchè tutti sappiano come vengono trattati I Vigili Del Fuoco.

 

Per concludere un piccolo dato statistico sugli stipendi medi lordi annui dei vigili del fuoco, in alcune delle nazioni europee.

Irlanda – € 39.200
Regno Unito – € 38.000
Danimarca – € 35.700
Norvegia – € 33.900
Belgio – € 26.400
Germania – € 24.200
————
ITALIA – € 23.400

 

Qui il dato statistico per la determinazione della tabella sugli stipendi medi lordi annui dei vigili del fuoco.

Home del blog.